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STATUTO DELL'ORDINE DEI MEDICI

   

SEZIONE I  - DEFINIZIONE

L’Ordine dei Medici di Roma, è un organo para-statale, attraverso cui viene regolato il sistema sanitario all’interno dell’Urbe. E' volto alla preservazione e alla conservazione della salute personale e la salubrità dei luoghi seguendo i principi fondamentali del maestro Ippocrate.

 

   

SEZIONE II – SCOPO GENERALE

L’Ordine dei Medici ha il compito di curare e salvaguardare la salute dei cittadini, inoltre ha anche lo scopo di sperimentare e trovare nuovi farmaci, medicamenti e tecniche chirurgiche innovative. L’Ordine si impegna a curare tutti i cittadini dell’Urbe senza alcuna distinzione di classe sociale, di razza o di censo. L’Organizzazione è  sotto il diretto controllo del Primario dei Medici di Roma che gestisce tale macchina per conto dell’Imperatore stesso. Ogni tipo di giudizio è dunque influenzato da quelli che sono i voleri dell’Imperatore e delle alte cariche a Lui sottostanti, che coincidono con il bene dell’Urbe.  

 

SEZIONE III – STILE E COMPORTAMENTO

La professione medica richiede una specifica sensibilità per i cicli biologici della vita umana, in virtù del compito fondamentale che il medico svolge all’interno della comunità,si richiede altresì il rispetto dei precetti sotto indicati al fine di instaurare all’interno di se stessi e della comunità una coscienza etica e morale nell’adempimento della professione medica:

 -esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento;
    
- perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale;

- non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente;

- attenersi nell’ attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona non si utilizzeranno mai le proprie conoscenze;

- prestare la propria opera con diligenza, perizia e prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della professione;

- affidare la propria reputazione esclusivamente alle proprie capacità professionali ed alle proprie doti morali;

- evitare, anche al di fuori dell'esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione;

 - rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;

 - curare tutti i pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica;

 - prestare assistenza d'urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell'Autorità competente;

 - osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato.

 

SEZIONE IV – GERARCHIA

L’ordine dei medici, essendo organo para-statale, risponde di se stesso di fronte alle istituzioni non tramite figure istituzionali bensì tramite il suo consiglio direttivo nella persona del delegato. All’interno l’ordine sussiste di una scala gerarchica definita secondo i gradi sotto elencati.

Primario dei Medici di Roma – Colui che occupa tale carica, ha assunto nel tempo molte esperienza nel settore, acquisendo saggezza e grande conoscenza dei medicamenti e sulle cure delle malattie. Ha in gestione l’intero ordine, dunque deve sorvegliare su ogni singolo membro e ne risponde davanti al Prefetto dell’Urbe. Egli è delegato del consiglio direttivo, che si riunisce in caso di nuove nomine, promozioni, o nel caso ci sia la necessità di rispondere di fronte alle istituzioni per casi di estrema gravità. Ha il compito inoltre di tenere lezioni  tra i pergolati o nelle scholae in modo da erudire i medici di categoria inferiore affinché essi possano passare di grado solo dopo attento esame. Egli coordina inoltre le spedizioni mediche durante le guerre o le battaglie.

Primo Medico – Egli è colui che si è specializzato nell’arte medica, che si dedica non solo a curare, ma anche a ricercare e coltivare le erbe medicamentose e a prepararle per il loro uso.  Ha il compito fondamentale di sostituire il Primario dei Medici e di prendere decisioni in sua assenza. Richiesti almeno 600 punti Fedeltà.

Medico Anziano –  Sono i saggi dell’Ordine. Hanno il compito di valutare l’operato dei Professori dei Medici. Inoltre devono verificare che gli appartenenti all’Ordine frequentino, studino e aprano regolarmente gli ambulatori nelle Valetudinariae. Hanno quindi il potere di segnalare coloro che stanno trascurando l’Ordine. Inoltre bisogna rivolgersi a loro per qualsiasi dubbio. Sanno dare buoni consigli e motivazione per continuare a percorrere la strada Medica nei momenti di scoramento dei Giovani. Sono richiesti 7 mesi di permanenza nell'Ordine e 350 punti Fedeltà.
Essi, assieme al primo medico ed al primario, formano il consiglio direttivo, riguardo le questioni già citate; possono inoltre creare e mettersi a capo di speciali commissioni di vigilanza, inerenti a particolari aspetti dell’ordine o della salute pubblica.

Professore dei Medici di Roma - Chi appartiene a questo livello ha il compito fondamentale di essere da guida per i nuovi medici o apprendisti tali. Tiene le lezioni di Medicina per un periodo di 20 giorni durante i quali, tramite un suo esposto il consiglio può decidere di estromettere un tirocinante dall'ordine. Segue gli apprendisti nel loro iter e segnala al Primario e al Consiglio gli apprendisti che possono accedere agli esami per avanzare di grado. Tiene gli esami insieme al Primario, cui però spetta il giudizio finale. il medico

Medico Specialista Egli è un medico che, dopo aver adempiuto al ruolo di medico ordinario per almeno 3 mesi e 150 punti Fedeltà può, presentando una ricerca su una determinata patologia tra quelle esistenti al medico professore ed avendo questi analizzatala e approvata,essere riconosciuto come esperto in quella determinata patologia.

Medico Ordinario E’ il primo gradino della carriera medica, colui che ha superato con successo il periodo del tirocinio, prevalentemente affiancherà un esponente delle specializzazioni nel proprio lavoro. Possono curare esclusivamente malattie basilari. Non possono operare. E’ tenuto in ogni caso a seguire le lezioni del Professore dei Medici. E’ supportato dal Medico Tirocinante a cui deve comunicare tutto il suo sapere.

Medico Tirocinante – Questa carica è riservata a chi fa i suoi primi passi nel campo medico. Si accosta al sapere medico quindi dovrà frequentare le lezioni tenute dal Professore dei Medici. Inoltre devono rendersi utili alla comunità aiutando l’ Ordine; è loro compito tener in ordine gli ambulatori e le Valetudinariae della corporazione e aiutare i Medici Ordinari nei lavori più quotidiani. Il periodo di Tirocinio è di 20 giorni conclusi i quali vi sarà il passaggio a Medico Ordinario o l'esclusione dall'Ordine per mancato rendimento o rendimento non soddisfacente. Durante questo periodo il tirocinante deve verbalizzare quattro cure effettuate e mandare gli atti perchè essi siano giudicati.

 

SEZIONE V – ORGANI INTERNI ED AMMINISTRAZIONE

L’ordine dei medici di Roma sovrintende e preserva la salute pubblica tramite l’esercizio della medicina,tale esercizio è dato in gestione ad ogni membro dell’ordine stesso. L’ordine si riunisce in consiglio direttivo come assemblea dei medici anziani e medico professore presieduta dal medico primario e dal primo medico per deliberare riguardo l’ammissione di nuovi membri all’interno dell’ordine stesso o per deliberare in merito di questioni di prima importanza inerenti la salute pubblica. Il Consiglio è di sette membri ed è formato in questa misura:
- Il Primario dei Medici di Roma
- Il Primo Medico di Roma
- 5 Medici Anziani di Roma (Scelti in base all'anzianità della carica).
E’ possibile creare una  o più commissioni di vigilanza, costituite da un medico di grado anziano o superiore ed un numero congruo di medici e/o medici specialisti, con funzione ispettiva per quello che riguarda eventuali necessità si ispezione ai fini della tutela della salute pubblica (es: commissione di vigilanza sulla salubrità delle terme). Il motto dell’ ordine dei medici di Roma è: “INTERDUM DOCTA PLUS VALET ARTE MALUM” (tra i sapienti conta più la scienza che il male)
. È previsto un salario minimo ritirabile ogni settimana di lavoro oltre che dei premi per il lavoro svolto, che saranno valutati di volta in volta e saranno a discrezione delle alte gerarchie.

 

SEZIONE VI – REQUISITI E CARRIERA

Il richiedente di ammissione all’ordine espone la propria domanda al  consiglio direttivo,nella persona di uno qualsiasi dello stesso, successivamente in seguito ad una valutazione affermativa del consiglio, il candidato  affronta un periodo di formazione di 20 gg, passati i quali, dopo aver frequentato le lezioni e sottoscritto il giuramento di Ippocrate può essere considerato un medico a tutti gli effetti e somministrare cure senza chiedere consulto al medico professore, cosa a cui invece è tenuto ogni tirocinante tramite missiva. La ammissione all’ordine dei medici non richiede requisiti a base censitaria, ma richiede una conoscenza in merito di biologia e anatomia congrua. Tale valore varia ad ogni bando.

Un medico diventa specialista dopo 3 mesi di professione di medico ordinario e dopo aver presentato al medico professore una ricerca in merito ad un qualche argomento medico a piacere ( aver raggiunto un valore di sapienza “120” ed aver informato il medico professore in cosa ci si vuole specializzare). L’avanzamento professionale, previa richiesta del candidato, viene deliberato dal consiglio direttivo prendendo in considerazione tre criteri fondamentali: affidabilità (quanto tempo è on line) anzianità (da quanto vive a Roma) esperienza.

L’incarico del medico primario dura 1 anno,passato il quale viene eletto dai 2/3 del consiglio direttivo.

Se si contravviene ad una o più norme di quelle sopraindicate riguardo la condotta etica e morale da tenere si può,a seconda della gravità essere degradati o radiati dall’ordine.