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SEZIONE II – SCOPO GENERALE
L’Ordine dei Medici ha il compito di curare e
salvaguardare la salute dei cittadini, inoltre ha
anche lo scopo di sperimentare e trovare nuovi
farmaci, medicamenti e tecniche chirurgiche
innovative. L’Ordine si impegna a curare tutti i
cittadini dell’Urbe senza alcuna distinzione di
classe sociale, di razza o di censo.
L’Organizzazione è sotto il diretto controllo del Primario dei
Medici di Roma che gestisce tale macchina per
conto dell’Imperatore stesso. Ogni tipo di giudizio
è dunque influenzato da quelli che sono i voleri
dell’Imperatore e delle alte cariche a Lui
sottostanti, che coincidono con il bene dell’Urbe.
SEZIONE III – STILE E COMPORTAMENTO
La
professione medica richiede una specifica
sensibilità per i cicli biologici della vita umana,
in virtù del compito fondamentale che il medico
svolge all’interno della comunità,si richiede
altresì il rispetto dei precetti sotto indicati al
fine di instaurare all’interno di se stessi e della
comunità una coscienza etica e morale
nell’adempimento della professione medica:
-esercitare
la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e
di comportamento;
- perseguire come scopi esclusivi la difesa della
vita, la tutela della salute fisica e psichica
dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui
ispirerò con responsabilità e costante impegno
scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto
professionale;
- non compiere mai atti idonei a provocare
deliberatamente la morte di un paziente;
- attenersi nell’ attività ai principi etici della
solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto
della vita e della persona non si utilizzeranno mai
le proprie conoscenze;
- prestare la propria opera con diligenza, perizia e
prudenza secondo scienza e coscienza ed osservando
le norme deontologiche che regolano l'esercizio
della medicina e quelle giuridiche che non risultino
in contrasto con gli scopi della professione;
- affidare la propria reputazione esclusivamente
alle proprie capacità professionali ed alle proprie
doti morali;
- evitare, anche al di fuori dell'esercizio
professionale, ogni atto e comportamento che possano
ledere il prestigio e la dignità della professione;
- rispettare i colleghi anche in caso di contrasto
di opinioni;
- curare tutti i pazienti con eguale scrupolo e
impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi
ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza,
religione, nazionalità, condizione sociale e
ideologia politica;
- prestare assistenza d'urgenza a qualsiasi infermo
che ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica
calamità, a disposizione dell'Autorità competente;
- osservare il segreto su tutto ciò che mi è
confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o
intuito nell'esercizio della mia professione o in
ragione del mio stato.
SEZIONE IV – GERARCHIA
L’ordine dei medici, essendo organo para-statale,
risponde di se stesso di fronte alle istituzioni non
tramite figure istituzionali bensì tramite il suo
consiglio direttivo nella persona del delegato.
All’interno l’ordine sussiste di una scala
gerarchica definita secondo i gradi sotto elencati.
Primario dei Medici di Roma
– Colui che occupa tale carica, ha assunto nel tempo
molte esperienza nel settore, acquisendo saggezza e
grande conoscenza dei medicamenti e sulle cure delle
malattie. Ha in gestione l’intero ordine, dunque
deve sorvegliare su ogni singolo membro e ne
risponde davanti al Prefetto dell’Urbe.
Egli è
delegato del consiglio direttivo, che si riunisce in
caso di nuove nomine, promozioni, o nel caso ci sia
la necessità di rispondere di fronte alle
istituzioni per casi di estrema gravità.
Ha il
compito inoltre di tenere lezioni tra i pergolati o
nelle scholae in modo da erudire i medici di
categoria inferiore affinché essi possano passare di
grado solo dopo attento esame.
Egli
coordina inoltre le spedizioni mediche durante le
guerre o le battaglie.
Primo Medico –
Egli è
colui che si è specializzato nell’arte medica, che
si dedica non solo a curare, ma anche a ricercare e
coltivare le erbe medicamentose e a prepararle per
il loro uso. Ha il compito fondamentale
di sostituire il Primario dei Medici e di prendere
decisioni in sua assenza. Richiesti almeno 600 punti
Fedeltà.
Medico Anziano
– Sono i saggi dell’Ordine. Hanno il compito di
valutare l’operato dei Professori dei Medici.
Inoltre devono verificare che gli appartenenti
all’Ordine frequentino, studino e aprano
regolarmente gli ambulatori nelle Valetudinariae.
Hanno quindi il potere di segnalare coloro che
stanno trascurando l’Ordine. Inoltre bisogna
rivolgersi a loro per qualsiasi dubbio. Sanno dare
buoni consigli e motivazione per continuare a
percorrere la strada Medica nei momenti di
scoramento dei Giovani. Sono richiesti 7 mesi di
permanenza nell'Ordine e 350 punti Fedeltà.
Essi,
assieme al primo medico ed al primario, formano il
consiglio direttivo, riguardo le questioni già
citate; possono inoltre creare e mettersi a capo di
speciali commissioni di vigilanza, inerenti a
particolari aspetti dell’ordine o della salute
pubblica.
Professore dei Medici di Roma
- Chi appartiene a questo livello ha il compito
fondamentale di essere da guida per i nuovi medici o
apprendisti tali. Tiene le lezioni di Medicina per
un periodo di 20 giorni durante i quali, tramite un
suo esposto il consiglio può decidere di
estromettere un tirocinante dall'ordine.
Segue gli apprendisti nel loro iter e segnala al
Primario e al Consiglio gli apprendisti che possono accedere agli
esami per avanzare di grado. Tiene gli esami insieme
al Primario, cui però spetta il giudizio finale.
il medico
Medico Specialista
–
Egli è
un medico che, dopo aver adempiuto al ruolo di
medico ordinario per almeno 3 mesi e 150 punti
Fedeltà può, presentando
una ricerca su una determinata patologia tra quelle
esistenti al medico professore ed avendo questi
analizzatala e approvata,essere riconosciuto come
esperto in quella determinata patologia.
Medico Ordinario
–
E’ il
primo gradino della carriera medica, colui che ha
superato con successo il periodo del tirocinio, prevalentemente
affiancherà un esponente delle specializzazioni nel
proprio lavoro. Possono
curare esclusivamente malattie basilari. Non possono
operare. E’ tenuto in ogni caso a seguire le lezioni
del Professore dei Medici. E’ supportato dal Medico
Tirocinante a cui deve comunicare tutto il suo
sapere.
Medico Tirocinante
– Questa carica è riservata a chi fa i suoi primi
passi nel campo medico. Si
accosta
al sapere medico quindi dovrà frequentare le lezioni
tenute dal Professore dei Medici. Inoltre devono
rendersi utili alla comunità aiutando l’ Ordine; è
loro compito tener in ordine gli ambulatori e le
Valetudinariae della corporazione e aiutare i Medici
Ordinari nei lavori più quotidiani. Il periodo di
Tirocinio è di 20 giorni conclusi i quali vi sarà il
passaggio a Medico Ordinario o l'esclusione
dall'Ordine per mancato rendimento o rendimento non
soddisfacente. Durante questo periodo il tirocinante
deve verbalizzare quattro cure effettuate e mandare
gli atti perchè essi siano giudicati.
SEZIONE V – ORGANI INTERNI ED AMMINISTRAZIONE
L’ordine dei medici di Roma sovrintende e preserva
la salute pubblica tramite l’esercizio della
medicina,tale esercizio è dato in gestione ad ogni
membro dell’ordine stesso. L’ordine si riunisce in
consiglio direttivo come assemblea dei medici
anziani e medico professore presieduta dal medico
primario e dal primo medico per deliberare riguardo
l’ammissione di nuovi membri all’interno dell’ordine
stesso o per deliberare in merito di questioni di
prima importanza inerenti la salute pubblica. Il
Consiglio è di sette membri ed è formato in questa
misura:
- Il Primario dei Medici di Roma
- Il Primo Medico di Roma
- 5 Medici Anziani di Roma (Scelti in base
all'anzianità della carica).
E’ possibile creare una o più commissioni di
vigilanza, costituite da un medico di grado anziano
o superiore ed un numero congruo di medici e/o
medici specialisti, con funzione ispettiva per
quello che riguarda eventuali necessità si ispezione
ai fini della tutela della salute pubblica (es:
commissione di vigilanza sulla salubrità delle
terme). Il motto dell’ ordine dei medici di Roma è:
“INTERDUM DOCTA PLUS VALET ARTE MALUM” (tra i
sapienti conta più la scienza che il male). È
previsto un salario minimo ritirabile ogni settimana
di lavoro oltre che dei premi per il lavoro svolto,
che saranno valutati di volta in volta e saranno a
discrezione delle alte gerarchie.
SEZIONE VI – REQUISITI E CARRIERA
Il
richiedente di ammissione all’ordine espone la
propria domanda al consiglio direttivo,nella
persona di uno qualsiasi dello stesso,
successivamente in seguito ad una valutazione
affermativa del consiglio, il candidato affronta un
periodo di formazione di 20 gg, passati i quali,
dopo aver frequentato le lezioni e sottoscritto il giuramento di Ippocrate
può essere considerato un medico a tutti gli effetti
e somministrare cure senza chiedere consulto al
medico professore, cosa a cui invece è tenuto ogni
tirocinante tramite missiva. La ammissione
all’ordine dei medici non richiede requisiti a base
censitaria, ma richiede una conoscenza in merito di
biologia e anatomia congrua. Tale valore varia ad
ogni bando.
Un
medico diventa specialista dopo 3 mesi di
professione di medico ordinario e dopo aver
presentato al medico professore una ricerca in
merito ad un qualche argomento medico a piacere (
aver raggiunto un valore di sapienza “120” ed aver
informato il medico professore in cosa ci si vuole
specializzare). L’avanzamento professionale, previa
richiesta del candidato, viene deliberato dal
consiglio direttivo prendendo in considerazione tre
criteri fondamentali: affidabilità (quanto tempo è
on line) anzianità (da quanto vive a Roma)
esperienza.
L’incarico del medico primario dura 1 anno,passato
il quale viene eletto dai 2/3 del consiglio
direttivo.
Se si
contravviene ad una o più norme di quelle
sopraindicate riguardo la condotta etica e morale da
tenere si può,a seconda della gravità essere
degradati o radiati dall’ordine.
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